PERVERSIONI SESSUALI (PARAFILIE)

 

Il termine "parafilie", che ha sostituito quello di "perversioni" si riferisce alle situazioni in cui vengono utilizzati oggetti non umani, vengono inflitti a sé o al proprio partner un effettivo dolore o umiliazione, o vengono coinvolti bambini o adulti non consenzienti. La gravità della singola situazione può essere tenue,(fantasie/spinte sessuali parafiliache disturbanti, ma non messe in atto), moderata (fantasie/spinte parafiliache tradotte in azione, ma solo occasionalmente) e grave (fantasie/spinte parafiliache messe in atto ripetutamente).

Gli esibizionisti spesso sentono di non avere avuto alcun impatto su nessuna persona della loro famiglia, e hanno pertanto dovuto ricorrere a misure straordinarie per essere notati. Ciascun atto esibizionistico può pertanto rappresentare un tentativo di rovesciare una situazione infantile traumatica. Ad esempio, esponendo pubblicamente i propri genitali a donne o bambine sconosciute, l'esibizionista provoca una reazione di shock che gli dà un senso di potere sul sesso opposto. Le azioni esibizionistiche tipicamente fanno seguito a una situazione nella quale il responsabile si è sentito umiliato, spesso da parte di una donna.

Il voyerismo comporta la violazione del privato di una donna sconosciuta. Secondo Fenichel, le tendenze voyeristiche vanno associate a una fissazione alla scena primaria infantile, nella quale il bambino assiste o ode un rapporto sessuale tra i genitori. Questa precoce esperienza traumatica potrebbe stimolare l'angoscia di castrazione del bambino e portarlo poi, una volta adulto, a rimettere in atto la scena più e più volte nel tentativo di padroneggiare attivamente un trauma vissuto passivamente.

Le persone che hanno bisogno di fantasie o azioni sadiche per raggiungere una gratificazione sessuale, stanno spesso inconsciamente cercando di capovolgere degli scenari infantili nei quali sono state vittime di abuso fisico o sessuale. Infliggendo ad altri quello che accadde a loro quand'erano bambini, ottengono al tempo stesso vendetta e un senso di padronanza sulle esperienze infantili di abuso. Dalla prospettiva della psicologia del Sé, il comportamento masochistico è un frenetico tentativo di ristabilire un senso di vitalità o di coesione del Sé. In quest'ambito, vari autori hanno notato che i pazienti masochisti spesso riorganizzano interamente la loro vita per andare incontro ai bisogni dei loro genitori. Il risultato è che la loro stessa esperienza affettiva interna diventa remota e non disponibile perché è stata sacrificata a favore dei genitori.

Per raggiungere l'eccitamento sessuale i feticisti hanno bisogno di usare un oggetto inanimato, spesso un articolo di biancheria intima femminile, o una scarpa, oppure una parte non genitale del corpo.

Secondo Freud, la pedofilia rappresenta una scelta oggettuale narcisistica, questo significa che il pedofilo vede il bambino come un'immagine che rispecchia sé stesso bambino. I pedofili sono frequentemente essi stessi delle vittime di abusi sessuali infantili, e un senso di trionfo e di potere può accompagnare la loro trasformazione di un trauma passivo in una vittimizzazione perpetrata attivamente. I pedofili sono spesso differenziati a seconda che presentino un blocco evolutivo o una regressione. Il pedofilo con blocco evolutivo è sessualmente attratto da individui più giovani sin dall'adolescenza, e di solito commette i suoi abusi nei confronti dei ragazzi, mentre il pedofilo regredito di solito non dimostra attenzione sessuale verso persone più giovani fino all'età adulta, e sfrutta sessualmente le ragazze. Poiché il pedofilo regredito può sentirsi attratto anche da donne adulte, la sua prognosi è di gran lunga migliore rispetto al pedofilo con un blocco evolutivo.

Nel travestitismo, il paziente maschio si veste da donna per creare in sé un eccitamento sessuale che porta ad un rapporto eterosessuale o alla masturbazione. Il paziente si comporta in maniera tradizionalmente maschile quando è vestito da uomo, ma diventa effeminato quando è vestito da donna. La classica comprensione psicoanalitica del travestirsi da donna comporta la nozione di madre fallica. Immaginando che la madre possegga un pene, anche se questo non è chiaramente visibile, il bambino maschio supera la sua angoscia di castrazione. L'atto di travestirsi da donna può pertanto essere un'identificazione con la madre fallica.

Che cosa si può fare? I pazienti con parafilie sono notoriamente difficili da trattare: nel corso di molti anni hanno sviluppato una ben congegnata soluzione erotica ai loro problemi e sono raramente interessati a rinunciarvi. Molte delle perversioni sono egosintoniche; solo eccezionalmente pazienti che sono disturbati dai loro sintomi ricercano volontariamente un trattamento. La maggior parte dei pazienti parafiliaci va in terapia in seguito a pressioni esercitate da altri, oppure vi sono dei provvedimenti legali che impongono la terapia per ottenere la libertà condizionata quale alternativa al carcere. In questo caso va valutata la motivazione. La maggior parte dei programmi terapeutici prevede modelli integrati adattati al singolo paziente. Associati all'uso degli approcci psicodinamici, vengono comunemente impiegati anche la terapia comportamentale, il ricondizionamento comportamentale e la prevenzione delle ricadute. Gli obiettivi della terapia di solito comprendono il fatto di aiutare i pazienti a superare la loro negazione e a sviluppare una certa empatia per le loro vittime; l'identificazione e il trattamento dell'eccitazione sessuale deviante; l'identificazione di deficit sociali e di inadeguate capacità di adattamento; la modifica di distorsioni cognitive, e infine lo sviluppo di un completo piano di prevenzione delle recidive che includa l'evitamento delle situazioni in cui il paziente può essere indotto in tentazione. Per i pazienti che possiedono una mentalità psicologica, che hanno qualche grado di motivazione, che provano un certo disagio per i loro sintomi e sono curiosi riguardo alle origini di tali sintomi, la psicoterapia individuale espressivo-supportiva con enfasi espressiva può dare risultati soddisfacenti. La terapia della coppia può essere cruciale per il successo del trattamento delle parafilie. Una crisi coniugale può innanzitutto indurre il paziente a cercare assistenza, e una terapia della coppia può spesso aiutarlo a comprendere come l'attività perversa rifletta difficoltà sessuali ed emotive nella diade coniugale. Può anche alleviare nella moglie gli infondati sentimenti di colpa e responsabilità per il comportamento del marito, e può far sì che la donna senta di partecipare alla sua risoluzione piuttosto che essere responsabile della sua causa. L'esplorazione di un disaccordo coniugale può anche rivelare che la parafilia è un contenitore o un "capro espiatorio" che sposta l'attenzione da una o più aree problematiche nel matrimonio. Nei casi di travestitismo, il focus principale della terapia può consistere nell'aiutare la moglie del paziente ad accettare che è poco probabile che il comportamento di travestitismo si modifichi, e a divenire più tollerante rispetto al bisogno del marito di indossare abiti da donna. Nei casi di pedofilia che si verificano nel contesto di un incesto, la terapia della famiglia è una parte integrante dell'intero piano terapeutico. Un'efficace terapia richiede un'accurata attenzione alle dinamiche che si instaurano all'interno del nucleo familiare: ad esempio la fedeltà della vittima verso l'aggressore deve essere riconosciuta e rispettata. E' anche d'aiuto focalizzare l'attenzione sul desiderio del padre di relazionalità e vicinanza emotiva, piuttosto che sulla sessualità o perversione. I voyeur e gli esibizionisti rispondono bene alla psicoterapia psicodinamica di gruppo. Il gruppo fornisce un misto di sostegno e di confronto con altri aggressori che hanno intime familiarità con il problema, proprio come avviene nei gruppi omogenei di tossicodipendenti o alcolizzati nei quali la pressione del gruppo serve per tollerare di cambiare il comportamento distruttivo.